|
29/04/2004
dobbiamo essere pronti ad assumerci la nostra quota di responsabilità, ed è quello che stiamo facendo in iraq
la democrazia usa ha ritenuto un certo momento che ci fosse un paese che rappresentava una minaccia. non sta a noi giudicare ora se questa minaccia era effettiva, reale e immediata.
se noi venissimo via, cosa succderebbe in iraq?
a questa grande democrazia siamo grandemente riconoscenti, perché gli americani ci hanno salvato dal comunismo, dal nazismo, dalla dittatura, e ci hanno sostenuto lungo la strada che ci ha portato al benessere. per cinquant'anni ci hanno consentito di vivere sotto l'ombrello della nato.
28/04/2004
non è per un'azione militare, ma per garantire la sicurezza, per consentire il passaggio della sovranità dalle truppe anglo-americane ai rappresentati della società irachena, con libere elezioni per un libero governo
continueremo a fare quello che riteniamo essere il nostro dovere e continueremo a farlo senza esitazione, anche se costa
la comunità internazionale che siede alle nazioni unite non è ancora completamente democratica. ci sono alcune decine di paesi sottoposti a dittature che rappresentano una minaccia per la società globale
non siamo servi degli usa
21/04/2004
mi sembra difficile che il controllo militare della coalizione possa passare alle nazioni unite che non ne ha le capacità e che da tempo lo dichiara apertamente
credo che sia necessario rimanere perché altrimenti l'iraq, per tutte queste componenti che si contrappongono per la conquista del potere, potrebbe diventare qualcosa che abbiamo gia' visto in kossovo e in altre parti e che noi non vogliamo più rivedere
20/04/2004
siamo attesa, siamo in attesa... non fatemi dire altro
stiamo lavorando, ci sono motivi di cauto ottimismo
15/04/2004
hanno spezzato una vita, non hanno incrinato i nostri valori e il nostro impegno per la pace
11/04/2004
chi non salta interista è!
10/04/2004
per caso mi state facendo le prove generali per la bara? mi sento imbalsamato
tutto questo grazie a voi e grazie a voi ricevo quotidianamente l'apprezzamento della comunità internazionale. anche il presidente bush mi ha telefonato per congratularsi
siamo orgogliosi di voi, perché non giovate soltanto a questo paese nel favorirlo nello sviluppo economico e socio-politico, ma siete qui a fare qualcosa che è più importante: cioè dimostrare che l'italia è una nazione capace di portare nel mondo principi di diritto e di civiltà
vi porto l'abbraccio degli italiani. bravi. l'talia vi vuole così
07/04/2004
abbiamo vinto una grande battaglia durante il semestre, siamo riusciti a far fare a questi lumaconi europei passi avanti con il piano delle grandi opere
il premier non si fa bacchettare da nessuno
chi avrà più soldi ne approfitterà, spendendo. questo porterà ad un introito nelle casse dell'erario per il gettito di valore aggiunto, e anche le imprese avranno un fatturato maggiore e pagheranno più imposte. ci sarà anche un allargamento della platea dei contribuenti, anche perché ci sarà meno convenienza a evadere
non toccheremo nessuna delle spese sociali come la sicurezza, la sanità, la scuola, i servizi sociali. colpiremo gli sprechi e le spese inutili
06/04/2004
in politica chi cambia, chi non è coerente, viene considerato un fine politico. io non sono un fine politico, sono un rivoluzionario in politica, politicamente scorretto. e me ne vanto
dal primo gennaio 2005 tutti gli italiani pagheranno meno tasse
|